Bollettino del CIC, Numero
2, Anno 1994
Le virtual classrooms: nuovi strumenti educativi
Eleonora Bilotta, Dario Iovane, Pietro Pantano, Centro Interdipartimentale della Comunicazione, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi della Calabria, Rende (CS), 87036, Italia; tel. & fax +39 984 401967
Parole chiave: virtual classroom, lavoro cooperativo, Bullettin Board Systems, insegnamento a distanza, World Wide Web.
1. Introduzione
Lo sviluppo di tecnologie multimediali e la diffusione di nuovi sistemi di comunicazione hanno determinato modifiche in ogni tipo d'attività svolta dall'uomo. Il processo di insegnamento-apprendimento è stato uno dei settori in cui le applicazioni dei nuovi strumenti hanno apportato modifiche sostanziali, seguendo un iter che va dalla realizzazione di corsi a distanza con l'uso di video-cassette e di libri, alla trasmissione di video-conferenze combinate con la visione real-time di lucidi usando la rete Internet (5). Inoltre, la possibilità di utilizzare strumenti di comunicazione che consentano la collaborazione, sia in maniera sincrona che asincrona, tra due o più persone che cooperano nell'attività didattica (10), ha consentito la progettazione di ambienti educativi che permettano la diffusione della conoscenza in luoghi diversi da quelli tradizionalmente destinati all'insegnamento (3). Le virtual classrooms sono, infatti, strumenti educativi che simulano le caratteristiche di una classe reale attraverso l'utilizzo delle reti di computer (1).
In questo articolo viene descritto un modello di virtual classroom realizzato con l'uso di una BBS (bullettin board system) (4), presso Centro Interdipartimentale della Comunicazione dell'Università degli Studi della Calabria .
2. Le virtual classrooms
L'educazione a distanza è stata sviluppata per raggiungere studenti che sono impossibilitati nel frequentare classi tradizionali a causa della distanza, di personali difficoltà e responsabilità, o d'incompatibilità d'orario.
Esaminiamo quali possono essere le caratteristiche di tale cooperazione dinamica.
1) Partners complementari; lo studente formula domande al docente, che fornisce delle risposte.
2) Lettura o demo; la possibilità di accedere a librerie digitali sull'oggetto di studio, in base ad una selezione operata dal docente.
3) Partner necessari; la collaborazione tra due o più studenti che cooperano per il perseguimento di particolari obiettivi, quale può essere l'esecuzione di un esercizio di gruppo o la stesura di una relazione su un argomento di ricerca.
4) Conferenza; la partecipazione degli studenti inviando messaggi su un determinato argomento, con un moderatore che filtra gli interventi. Può avvenire in tempi e spazi diversi.
5) Conferenza diretta; il docente e gli studenti discutono on line su uno degli oggetti di studio.
6) Attività di lavoro: gruppi di lavoro di studenti che cooperano con ruoli distinti per il completamento di attività progettuali con fini didattici.
7) Classi o riunioni elettroniche; sono dei meeting "faccia a faccia" in cui ogni studente lavora su un computer e può fornire il proprio contributo on line.
In fig.1 è riportata una classificazione tempo-spazio dei sistemi cooperativi proposta da Shneidermann (10).

Fig. 1 matrice tempo/spazio
Un appropriato uso della tecnologia attualmente disponibile consente la realizzazione di un'ambiente didattico, chiamato virtual classroom, che, attraverso il conseguimento delle forme di lavoro cooperativo sopra citate, simula le caratteristiche di una classe reale.
"Nella virtual classroom l'esperienza di trasferire conoscenza in maniera tradizionale è mutata, dovendo far uso di un ambiente cooperativo, mediato dal computer, indipendente dal tempo e dallo spazio. La virtual classroom può essere considerata un sistema che unisce studenti ed insegnante attraverso l'uso di tecnologie di comunicazione, video e computer in un'applicazione d'educazione multi-utente, adatta ad un gruppo di collaborazione virtuale. Il successo di un insegnamento in un gruppo che collabora in uno spazio virtuale richiede:
1) facilità d'accesso, che include la convenienza e l'accessibilità alla tecnologia;
2) senso di responsabilità, nell'istruzione in classe e nei progetti di gruppo;
3) condivisione d'informazioni;
4) gratificazione individuale o soddisfazione personale derivante dall'esperienza" (1).
Allo studente bisogna fornire tutti gli strumenti necessari alla realizzazione di un adeguato percorso formativo.
Una virtual classroom è costituita da luoghi logici che consentono:
1) l'erogazione di lezioni (on-line o ad accesso remoto);
2) la possibilità di accedere a librerie digitali;
3) il dialogo (via email o private chat) con il docente e gli altri studenti;
4) la creazione di workgroups e l'esecuzione di lavori cooperativi;
5) la partecipazione a seminari e conferenze con esperti del settore.
1) L'erogazione di una lezione può avvenire attraverso la trasmissione di slide show; essi sono paragonabili ai lucidi utilizzati nelle classi tradizionali. L'erogazione della lezione può avvenire sia in maniera remota, che real time combinando la visione dei lucidi via rete con una video-conferenza (5). All'interno dei singoli documenti digitali vengono inseriti dei riferimenti che rimandano ad altri documenti testuali, oppure a immagini video, suoni, animazioni, simulazioni interattive, qualsiasi cosa il docente ritenga interessante associare per realizzare i suoi obiettivi didattici. Tali files possono essere memorizzati su uno stesso server o su server diversi. Frequente è il caso in cui durante una lezione si faccia riferimento a spiegazioni precedenti; la presenza di un riferimento alla precedente spiegazione consente allo studente di rivedere i concetti basilari per una migliore assimilazione dei nuovi argomenti di studio (9).
2) In ogni lezione sono presenti riferimenti bibliografici per l'approfondimento degli argomenti; la presenza di una digital library organizzata dal docente, consente di avere a disposizione i testi cui fare riferimento e le loro pagine in forma elettronica (7).
3) La comunicazione tra studente e docente o tra due studenti può avvenire via email o private chat. Messaggi di email oltre che dati testuali possono contenere grafici, fogli elettronici, immagini, suoni, programmi eseguibili, ed altri tipi di documenti.
4) L'uso di strumenti che consentono la collaborazione bi-direzionale, sincrona tra docenti e studenti in una virtual classroom, permette di realizzare ambienti di lavoro in cui gruppi di studenti partecipano ad esercitazioni collettive dove sistemi di supporto al lavoro cooperativo presentano non solo una overview su un progetto condiviso ma anche dettagli sulle attività individuali.
5) Si debbono inoltre prevedere dei luoghi in cui attivare delle conferenze sia on-line che ad accesso remoto. La realizzazione di tali luoghi consente di leggere messaggi, aggiungere commenti, repliche e documenti a conferenze su argomenti didattici cui partecipano esperti del settore da ogni parte del mondo.
L'educazione a distanza ha successo quando i compiti e le attività si adattano alla tecnologia e sono accessibili, convenienti e rilevanti per lo studente, fornendo la massima interazione.
3. Lo strumento utilizzato
BBS sono presenti in tutto il mondo, amministrate da operatori di sistema che manutengono software ed hardware, attivano conferenze, filtrano messaggi, realizzando dei veri e propri "salotti telematici". In generale tali sistemi consentono una serie di funzionalità tra cui le principali sono:
1) inviare e ricevere lettere e files da altri utenti;
2) leggere ed inviare contributi a particolari classi di lettori (conferenze);
3) accedere a vari servizi informativi attraverso i gateway;
4) connettersi con databases esterni.
La connessione a tali BBS può avvenire o tramite un modem o tramite la rete Internet. Esaminiamo le caratteristiche della BBS "Cubo20", che costituisce uno degli strumenti di "LabCom", il sistema informativo del CIC (Centro Interdipartimentale della Comunicazione, c/o Università degli Studi della Calabria) (4).
La BBS "Cubo20" consente normali servizi di e-mail, accesso remoto ad informazioni, chat-line, lavoro cooperativo, lavoro a distanza, formazione, aggiornamento, ricerca di informazioni, diffusione delle informazioni. Per gli utenti non in rete Internet, possibilità di disporre di un gateway sulla rete. Possibilità da parte di inserzionisti privati e/o produttori di fornire servizi informativi e pubblicità.
Il sistema di accesso dispone di interfacce user-friendly ed é compatibile con i sistemi Machintosh, Windows e Unix. Le modalità di acesso sono tre: Modem, Internet, Ethertalk (dorsale italiana). La struttura di "Cubo20" non si differenzia da quella delle altre BBS. L'interfaccia user-friendly rende agevole l'uso anche ad i meno esperti.
Come nella maggior parte delle BBS, in "Cubo20" sono contemporaneamente presenti sia aree File (dove sono presenti file con le relative descrizioni), sia aree Messaggi (dove ci si può scambiare posta elettronica). Nel momento in cui si accede a "Cubo20" sono visibili sei cartelle:
1) Mail Box;
2) Conference;
3) News;
4) Help;
5) Files;
6) Open Lab.

Fig. 2 DeskTop di "Cubo20"
1) "Mail Box" costituisce la casella di posta elettronica personale dell'utente.
2) "Conference" è la cartella dedicata alle conferenze; esse sono aree virtuali di interesse cui si può partecipare inviando o leggendo i messaggi lì presenti. Le conferenze sono simili alle "mailboxes", solo che l'accesso a tali luoghi è consentito non ad una sola persona ma a più utenti. Conference contiene sei sub-conferenze.

Fig. 3 "Conference"
"Università della Calabria" contiene informazioni su avvenimenti scientifici che accadono presso l'Università degli Studi della Calabria.
"Lab. Comunicazioni" fa riferimento ad attività particolari svolte dentro il Centro Interdipartimentale della Comunicazione. Questa conferenza é scambiata con altri server nel resto d'Italia che fanno parte della rete "Onenet Italia".
"OneNet Italia" è strutturata in varie sub-conferenze che vengono scambiate con altri server della rete "OneNet Italia".
"OneNet's NW" ha al suo interno molte conferenze importate direttamente dall'America con un gateway su Internet.
3) "News" contiene i messaggi rivolti a tutti gli utenti della BBS.
4) "Help" ha delle informazioni sul server della BBS FirstClass e sull'utilizzo di "Cubo20"; in particolare, fornisce istruzioni per l'uso di ogni tool presente nelle varie cartelle.
5) "Files" contiene due sub-conferenze dove sono posizionati dei files free-ware che possono essere importati sul proprio calcolatore.
6) "Open Lab" è la cartella dedicata al CIC, suddivisa per cartelle che contengono le attività di ricerca e sviluppo svolte dal Centro Interdipartimentale della Comunicazione. In tal modo, ognuno può avere un'idea dei settori in cui lo staff del Centro svolge i suoi studi, chiedere maggiori informazioni su argomenti specifici ed usufruire di una via d'accesso preferenziale al mondo universitario ed al panorama scientifico locale, nazionale ed internazionale. Il nome di tali cartelle è: "Il Laboratorio", "L'Antimuseo", "Sezione di Ergonomia", "Corsi e Dottorato", "News Lab", "Altri Musei", "Internal", "Digital libraries".

Fig. 4 "Open Lab"
"Il Laboratorio" è la cartella dove vengono presentati i progetti e le pubblicazioni delle ricerche effettuate nel Centro.
Nella cartella "L'Antimuseo" sono riportate le esibizioni, le collezioni e le attività di supporto agli insegnanti.
In "Sezione Ergonomia" si descrivono le attività relative alla Sezione locale di Ergonomia.
"Digital Libraries" é una conferenza in corso di attivazione dove saranno disponibili testi e manuali di carattere scientifico prelevati dalle reti telematiche nazionali e internazionali.
"Corsi e Dottorato" è l'area riservata alle attività di formazione che il Centro sta realizzando. Particolare importanza riveste il Dottorato sulle "Tecnologie Didattiche Multimediali ed i Sistemi di Comunicazione", nel quale si stanno sperimentando nuovi prototipi di insegnamento-apprendimento (3) (2).

Fig. 5 "Corsi e Dottorato"
Al suo interno si trova la conferenza relativa alle "Virtual Classroom" dove vengono svolti, secondo metodologie innovative, corsi a distanza utilizzando la BBS. Di seguito, analizziamo alcune caratteristiche essenziali di questi nuovi strumenti per fare educazione a distanza.
4. Un modello di virtual classroom
Presso il Centro Interdipartimentale della Comunicazione si svolgono attività didattiche, attraverso la predisposizione di courseware multimediali e la realizzazione di virtual classroom (4).
Attualmente, le virtual classrooms già attivate riguardano la comunicazione e la multimedialità; prossimamente inizieranno quelle relative alle reti ed al museo interattivo.

Fig. 6 Le virtual classrooms del CIC
Lo strumento utilizzato per la realizzazione delle virtual classrooms è la BBS "Cubo20". Un mese prima dell'inizio dei corsi, il Comitato tecnico-didattico invia una mail agli utenti di "Open Lab" indicando il nome del corso, gli obiettivi didattico-educativi perseguiti, il numero di lezioni e gli argomenti trattati, le modalità d'iscrizione.
L'iscrizione alle virtual classroom avviene con una email in cui si indicano le proprie generalità ed il proprio curriculum.
Ogni virtual classroom comprende:
1) l'erogazione di lezioni (on-line o ad accesso remoto);
2) la possibilità di accedere a librerie digitali;
3) il dialogo (via email o private chat) con il docente e gli altri studenti;
4) la creazione di workgroups e l'esecuzione di lavori cooperativi;
5) la partecipazione a seminari e conferenze con esperti del settore.
1) Le lezioni vengono inviate ogni settimana attraverso una mail a tutti gli studenti. La mail, oltre a informazioni sull'argomento, consente la memorizzazione sul computer dello studente dello slide show sulla lezione, di dispense sull'oggetto di studio, di applicazioni software per l'esecuzione di esercizi individuali e di gruppo, di un questionario per la verifica del grado d'apprendimento. In futuro la lezione potrebbe essere visualizzata real-time, combinando la visione dei lucidi sul monitor con una video-conferenza; questa soluzione implicherebbe la predisposizione di aule in luoghi facilmente raggiungibili da tutti gli studenti.
2) La possibilità di memorizzare sul proprio computer le varie lezioni consente di rivedere argomenti già spiegati, ogni qualvolta si faccia riferimento ad essi (9). Ciò consente allo studente di realizzare con il tempo una propria libreria digitale; questa libreria si andrebbe ad aggiungere alla digital library fornita per ogni argomento dal docente, attraverso la selezione di una serie di documenti digitali per l'approfondimento della lezione (7).
3) Le informazioni fornite al momento dell'iscrizione ai corsi servono per la creazione di una lista che consente, una volta resa pubblica su BBS, la conoscenza via rete di tutti i soggetti che fruiscono delle virtual classrooms, i quali possono scambiarsi messaggi, effettuare private chat e collaborare nella realizzazione di applicazioni sui vari argomenti trattati nelle lezioni.
Inoltre è possibile avere informazioni accademiche sui docenti i quali, per comunicare con gli studenti, indicano orari precisi in cui effettuare private-chat e conferenze on-line; inoltre, forniscono continue spiegazioni via email su ogni possibile dubbio manifestato dagli studenti. Le spiegazioni possono prevedere l'invio non solo di dati testuali, ma anche di applicazioni software per ulteriori approfondimenti.
4) Una cartella è riservata alla condivisione di dati e risorse tra i workgroups di studenti. I docenti, per stimolare la partecipazione degli studenti alle lezioni ed incitarli all'uso di strumenti di supporto al lavoro cooperativo, creano dei gruppi di lavoro che svolgono esercizi sull'argomento della lezione. Gli esercizi prevedono la suddivisione dei compiti in maniera tale che per ottenere un buon risultato occorre la collaborazione di ogni studente del gruppo. Tale cooperazione avviene via rete; periodicamente il docente tiene delle conferenze con gli studenti per una valutazione dello stato dei lavori. La valutazione avviene attraverso esami che possono essere sia collettivi, per valutare la capacità a cooperare in rete, sia individuali per evidenziare eventuali lacune nel percorso formativo del soggetto. Obiettivo del corso è di aiutare ogni studente ad ottenere una formazione completa sull'oggetto della lezione; gli esami servono solo a determinare la capacità di apprendimento degli studenti ed a fornire loro le spiegazioni ed i consigli necessari in modo che tutti riescano a raggiungere gli obiettivi educativi prefissati.
5) Altra area dell'ambiente didattico è quella dei seminari, in cui sono inseriti approfondimenti su contenuti specifici della lezione attraverso l'erogazione, via rete, di seminari tenuti da esperti del settore; in tale area sono quindi attivate delle conferenze in cui l'esperto risponde alle considerazioni degli studenti.
5. Ulteriori sviluppi
La presenza presso il Centro Interdipartimentale della Comunicazione di un server Mosaic (URL: "http://www.cubo20.unical.it) (4) consentirà di sviluppare la realizzazione di ambienti educativi interattivi ipermediali a distanza. Un esame dello stato dell'arte dell'insegnamento su WWW ha messo in rilievo che Mosaic costituisce uno strumento software adatto alla realizzazione di virtual classroom. L'analisi del settore ha evidenziato che fino ad ora sono stati applicati diversi esempi di insegnamento a distanza, senza pensare però di allargare quantitativamente e qualitativamente l'ambiente didattico, in modo tale da fornire allo studente la possibilità di approfondire in maniera completa un argomento.
E' stato progettato, quindi, un ambiente didattico composto da una sensitive map che permette la navigazione su corsi che riguardano: la comunicazione, la multimedialità, le reti. Ogni corso è costituito da una serie di argomenti; per ogni singolo argomento il percorso formativo guidato comprende la fruizione di lezioni in una virtual classroom, la possibilità di accedere a siti WWW di librerie digitali e musei pertinenti all'argomento, la partecipazione a seminari e conferenze tenuti da esperti del settore, la collaborazione con altri studenti del corso in un ambiente di lavoro cooperativo per la realizzazione di progetti comuni. Tutti gli strumenti e le risorse utilizzate per la realizzazione di quest'applicazione software sono su rete Internet (3).
Bibliografia
(1) Barreau D., C. Eslinger, K. McGoff and C. Tonnesen (1993) "Group collaboration in the virtual classroom". An Evaluation of Collaborative Learning in the Virtual Classroom.
(2) Bilotta E., & P. Pantano (1994) "An educational hypermedia prototype for museums". Preprint.
URL:"http://www.cubo20.unical.it/server/ricerca/articoli/hyper.html"
(3) Bilotta E., M. Fiorito, D. Iovane e P. Pantano (1994) "An educational environment using WWW". Preprint.
(4) Bilotta E., D. Iovane e P. Pantano (1994). "Organizzazione e gestione dell'informazione nell'era telematica: il caso <LabCom>". Quaderni del
Centro Interdipartimentale della Comunicazione , 2. 19-27.
URL:"http://www.cubo20.unical.it/server/ricerca/articoli/labcom.htm"
(5) Per Einar Dybvik (WWW 1994) "Combining WWW/Mosaic with realtime multimedia conferencing in distance education".
URL:"http://www.ncsa.uiuc.edu/SDG/IT94/Proceedings/Educ.html"
(6) Fong M.W., T.J. Frivold and R.E. Lang (WWW 1994) "Extending WWW for synchronous collaboration".
URL:"http://www.ncsa.uiuc.edu/SDG/IT94/Proceedings/CSCW/frivold/frivold.html"
(7) Fox E.A. and N.D. Barnette (WWW 1994) "Improving education through a computer science digital library with three types of WWW servers".
URL:"http://www.ncsa.uiuc.edu/SDG/IT94/Proceedings/Educ/barnette/barnette.html"
(8) Halama J.R., A. Kreft and R.E. Henkin (WWW 1994) "An interactive electronic bullettin board implementation for Mosaic".
URL:"http://www.ncsa.uiuc.edu/SDG/IT94/Proceedings/CSCW/halama/halama.html"
(9) Lemaire B. and J. Moore (CHI 1994) "An improved interface for tutorial dialogues: browsing a visual dialogue history".
(10) Shneidermann B. (1992) Designing the user interface. Strategies for effective human computer interaction. Addison-Wesbley.