
- Potenza di una forza
- Le unità di misura della potenza (Watt e C.V.)
- Energia cinetica
- Energia potenziale
- Conservazione dell'energia Cinetica e dell'energia Potenziale
- Principio di conservazione dell'energia
- Rendimento di una macchina
E' importante mettere assieme il lavoro compiuto ed il tempo impiegato a
compierlo, perciò occorre introdurre il concetto di potenza.
Un altro modo per risolvere i problemi di Fisica è sfruttare il principio
di conservazione dell'energia. Per fare questo occorrerà
introdurre il concetto di energia cinetica ed energia potenziale
assieme al teorema dell' energia cinetica. Concluderemo la lezione
definendo il rendimento di una macchina.
Potenza di una forza
Nella definizione che abbiamo dato per il lavoro non interviene direttamente
la durata del tempo impiegato per compierlo; è naturale allora pensare
che tanto più rapidamente questo lavoro viene compiuto, tanto più
potente è il meccanismo capace di compierlo e si può quindi
definire questa capacità come il rapporto tra il lavoro compiuto
ed il tempo impiegato, ovvero:
(1.1) 
La (1.1) si può anche scrivere, ricordando la definizione di velocità
e di lavoro (formula (1.1) della lezione precedente)
(1.2) 
che è spesso utile nelle applicazioni pratiche.
Le unità di misura della potenza (Watt
e C.V.)
Le unità di misura della potenza sono naturalmente legate a quelle
del lavoro: nel sistema S.I. la potenza di una forza che compie il lavoro
di un Joule in un secondo si chiama Watt (W); nel sistema di unità
pratico è ancora, sebbene sempre più in via di estinsione,
usato il Cavallo Vapore (C.V.) che corrisponde alla potenza di una
forza che compie il lavoro di 75\,kgm in un secondo. Tenuto conto che 1,kgm
è pari a 9,8 J, si ha il legame fra il C.V. ed il Watt

ESEMPIO: Qual è la potenza di una forza che compie un lavoro di 3
Joule in 6 secondi?
La potenza sarà espressa dalla (1. 2):

cioè la potenza è pari a 0,5 watt.
Energia cinetica
Un punto materiale P di massa m, il quale si muove di moto rettilineo uniforme
con velocità
, negli intervalli
si dice che possiede
un'energia cinetica
, nell'intervallo
definita da:
(3.1) 
Si può dimostrare il seguente teorema:
In un qualunque intervallo di tempo, la variazione di energia cinetica
subita dal punto è uguale al lavoro compiuto nello stesso intervallo
di tempo dalla forza ad esso applicata.
Possiamo ora introdurre il concetto di energia:
| in generale un sistema (corpo) possiede energia se è capace
di compiere lavoro (sull'esterno) e tale energia è misurata dal lavoro
che esso può compiere. |
Così resta giustificato il fatto che un punto materiale dotato di
velocità V possiede un'energia cinetica pari a

infatti per il teorema dell'energia cinetica qualora il punto perdesse tutta
la sua energia cinetica esso compierebbe un lavoro negativo (sull'esterno)
L pari a

ESEMPIO: Supponiamo che il punto Q di peso 100 grammi si muova su un piano
inclinato di 30deg. sull'orizzontale per una distanza pari a 10 metri partendo
da fermo (fig. (3.1)).

Figura 3.1
1. Quale sarà il lavoro compiuto dalla forza peso?
2. Quale sarà la differenza di energia cinetica?
3. Quale sarà la velocità finale?
Il lavoro compiuto dalla forza peso sarà pari a

dove 0,1 N approssima la forza peso e
rappresenta lo spostamento verticale.
La differenza di energia cinetica sarà
La velocità finale sarà

dove
è la velocità finale e
la velocità
iniziale che è nulla.

Energia potenziale
Nel caso in cui
è costantemente pari alla forza
peso F = m g si ha:

dove
è lo spostamento verticale. Posto
(4.1) 
abbiamo, da un lato

ovvero:

e dall'altro

cioè
(4.2) 
La (4.2) ci permette di interpretare
come energia anzi
come energia di posizione (o potenziale), visto che essa dipende
dalla posizione
del punto. Infatti se il punto è
posto in
e si parte da una posizione in cui l'energia potenziale
è nulla
la (4. 2) dà

cioè il punto per il semplice fatto di stare in
è capace
di esplicare sull'esterno un lavoro pari alla sua energia potenziale. Questo
è quello che accade quando un grave, posto in una posizione
, cade al suolo (dove la sua energia potenziale è nulla).
In questo caso la sua energia potenziale viene trasformata in lavoro di
deformazione del suolo. La (4. 2) ci fornisce una semplice relazione fra
l'energia potenziale
e la forza; la forza è pari
all'opposto del rapporto incrementale dell'energia potenziale: queste forze,
per il motivo che vedremo in seguito, sono dette conservative.
La (4. 2) che abbiamo ottenuto nell'ipotesi che la forza peso fosse parallela
allo spostamento, è di validità generale; infatti scomposto
uno spostamento qualunque

nello spostamento verticale ed orizzontale e la forza
il contributo
del lavoro corrispondente allo spostamento orizzontale è nullo.
ESEMPIO: Dire qual è l'energia potenziale di un punto di 100 grammi
di massa posto rispettivamente a 10 metri e 5 metri sull'orizzontale (fig.
(4.1)).
Essendo la forza peso pari a -mg, avremo che l'energia potenziale sarà:
U (y) =-y(-mg)=mgy
e pertanto a 5 metri sarà pari a
U (5) =5 * 0,1 * 9,8 J= 4,9 J
e
U (10) = 10 * 0,1 * 9,8 J=9,8 J

Figura 4.1
ESEMPIO: Dire qual è il lavoro compiuto dalla forza peso per spostare
il corpo dell'esempio precedente da quota 5 metri a quota 10 metri?
Essendo

il lavoro compiuto è pari a - 4 Joule.
Oltre alla forza peso, esistono altre forze conservative di fondamentale
importanza per la Fisica. Una di queste è la forza elastica espressa
dalla legge di Hooke la cui espressione per l'energia potenziale è
la seguente
(4.3) 
dove k è la costante elastica della molla ed x è l'elongazione
dalla posizione di riposo l (fig. 4.2) della molla.

Figura 4.2
ESEMPIO: Qual è l'energia potenziale di una molla di costante
elastica pari a 2\, N/m allungata di 3 metri rispetto alla sua posizione
di equilibrio?
Dalla (4.4) osserviamo che vale

Conservazione dell'energia Cinetica e dell'energia
Potenziale
Dal teorema dell'energia cinetica e dalla definizione di energia potenziale,
discende una notevole conseguenza:

ovvero

cioè

ovvero:
(5.1) 
Se definiamo energia meccanica totale del punto la somma della sua
energia cinetica e della sua energia potenziale, avremo che:
durante il moto del punto, nell'ipotesi che la forza sia conservativa,
la sua energia meccanica totale ad ogni istante è pari
a quella che possedeva all'istante iniziale. |
Questo teorema è noto come legge di conservazione dell'energia meccanica
per le forze conservative.
ESEMPIO: Qual è la velocità a quota 10 metri di un corpo pesante
1 Kg che a quota 50 metri possedeva una velocità verticale di 1 m/s
?
L'energia totale del corpo a quota 50 metri è pari a 
Questa quantità è pari all'energia totale posseduta dal corpo
a 10 m; pertanto

da cui:

Principio di conservazione dell'energia
Secondo quanto detto in precedenza, nell'ipotesi delle forze conservative,
l'energia meccanica totale del punto, cioè la somma della sua energia
cinetica e della sua energia potenziale, resta sempre la stessa, sebbene
durante il moto del punto sia l'energia cinetica che l'energia potenziale
variano. Ci si può chiedere ora: cosa accade allorchè il punto
(sistema) è soggetto a forze non conservative?
Sperimentalmente si osserva che il valore dell'energia meccanica totale
all'istante
è minore dell'energia
in
all'istante
; cioè:
e si constata, inoltre, un aumento della temperatura con corrispondente
produzione di calore. Per cui, per conservare la validità della legge
di conservazione dell'energia, si ammette l'esistenza di un'altra forma
di energia pari esattamente all' energia meccanica scomparsa:

questo consente di scrivere che ad ogni istante
vale:

Non volendo insistere troppo su questo argomento, su cui torneremo in Termodinamica,
sappiamo che, nell'ambito della Meccanica quanto detto si verifica quando
sul punto agiscono forze non tutte conservative tra cui in modo essenziale
le resistenze passive (forze di attrito). Più in generale si ammette
che la somma delle varie energie: cinetica, potenziale, termica, chimica,
elettrica, nucleare,..., posseduta da un corpo (sistema) ad ogni istante
sia costante, cioè:

In ciò consiste il principio di conservazione dell'energia, che sino
ad ora ha sempre avuto conferme sperimentali e mai è stato contraddetto.
Rendimento di una macchina
Una delle attività più importanti degli scienziati ed in particolare
dei tecnici è la costruzione di dispositivi atti a trasformare un
tipo di energia in un'altra. Questi dispositivi sono detti motori.
Non volendo, nè potendoci addentrare sulla costituzione di siffatti dispositivi,
pensiamo un motore come ad una "scatola nera'' mettendo in evidenza il
bilancio energetico dello stesso.

Figura 7.1
Nella sua essenza, quindi:
un motore è un dispositivo che assorbe un'energia e rende dopo
la trasformazione un'energia . |
Si osservi, però, che in base a quanto abbiamo detto
a causa delle
inevitabili resistenze passive che trasformano parte dell'energia assorbita
in calore, non utilizzabile. Questa quantità di energia, pari a

viene detta energia perduta e alla fine si manifesta con l'aumento della
temperatura delle parti di cui è costituito il motore. è naturale
considerare la bontà di un motore in base alla non elevata capacità
di produrre perdite. Una misura di questa bontà è il rapporto:

detto rendimento del motore (macchina). In genere si usa il rendimento percentuale
che è pari a
* 100. Si osservi che a causa della inevitabilità delle perdite
il rendimento di una macchina è sempre minore di 1 ovvero minore
di 100 percentualmente.