
- Ascissa curvilinea
- Velocità ed accelerazione scalare
Finora abbiamo studiato i moti per particolari valori del
vettore velocità. E' interessante vedere ora i moti che avvengono
su una traiettoria assegnata, per i quali introdurremo i concetti di ascissa
curvilinea, velocità ed accelerazione scalare. Le costruzioni fondamentali
ci consentiranno di costruire la legge del moto.
Ascissa curvilinea
Supponiamo che un punto materiale P si muova su una traiettoria assegnata
(fig. (1.1)).
Fissiamo su
un punto
che chiamiamo origine
delle ascisse curvilinee.
Misuriamo su
la distanza s lungo la curva tra il punto
mobile P ed il punto fisso
. Allora il vettore posizione potrà
essere espresso in funzione di s.
Simbolicamente
(1.1) OP=OP(s)
Il parametro s sarà noto come ascissa curvilinea.
Dalla (1.1) si deduce che conosciamo il vettore posizione OP e quindi il
moto, se conosciamo la distanza s dall'origine.

Figura 1.1
Siccome s dipende dal tempo:
la conoscenza del moto si riduce, in questo caso,
a conoscere come varia s in funzione del tempo
|
cioè la funzione:
(1.2) s=s(t)
La (1.2) è nota come legge oraria. Il diagramma di figura
(1.2) si chiama diagramma orario.

Figura 1.2
Vediamo alcuni esempi di diagrammi orari:
ESEMPIO
s=3+2 t

Figura 1.3
ESEMPIO

Figura 1.4
ESEMPIO
s=sin t

Figura 1.5
Velocità ed accelerazione scalare
Supponiamo di conoscere la legge oraria di un punto. Poichè i moti
che avvengono su traiettorie diverse, ma che hanno la stessa legge oraria,
in questo contesto vengono identificati, precinderemo dalla traiettoria.
Se fissiamo due istanti di tempo
, si chiamerà velocità
scalare media relativa all'intervallo
il rapporto:
(2.1) 
Analoghe espressioni possono essere introdotte per l'accelerazione. L'espressione
ci dà l' accelerazione scalare media nell'intervallo considerato

Quindi:
a partire da una legge oraria assegnata abbiamo
una velocità scalare ed un'accelerazione scalare.
|
Come nel caso generale, può porsi il problema di trovare la legge
oraria note le velocità o le accelerazioni.
Si può ricostruire la legge oraria conoscendo
la distanza iniziale dall'origine delle ascisse curvilinee
e la velocità scalare media in ogni intervallo di tempo.
|
Infatti:

La velocità si trova tramite la seconda costruzione:
La velocità scalare media si può
ricostruire quando è nota nell'intervallo iniziale ed è nota
l'accelerazione media in ogni intervallo di tempo.
|
Infatti:

Può essere introdotta la costruzione fondamentale:
La legge oraria di un corpo che si muove su una
traiettoria assegnata è nota quando è nota la distanza iniziale,
la velocità scalare iniziale e l'accelerazione in ogni intervallo
di tempo.
|
ESEMPIO: Supponiamo che la velocità scalare V sia costante.
Il moto si dirà allora moto uniforme. In questo caso la legge
oraria è del tipo:

ed il diagramma orario sarà:

Figura 2.1
ESEMPIO: Supponiamo che l'accelerazione scalare a sia costante. In questo
caso il moto si dirà moto uniformemente vario. La legge oraria
è del tipo:
dove
è la velocità iniziale istantanea. In
questo caso il diagramma orario sarà:


Figura 2.2

Figura 2.3
I valori del tempo, per i quali la velocità è uguale a zero,
si chiamano istanti di arresto.
Il moto si dice progressivo all'istante t se il valore assoluto di
s è crescente e retrogrado se il valore assoluto di s è
decrescente.
Il moto si dice accelerato all'istante t, se il modulo della velocità
è crescente; ritardato all'istante t, se il modulo della velocità
è decrescente.
ESEMPIO: Ad esempio, nel diagramma di figura (2.1):
* non ci sono istanti di arresto,
* il moto è sempre progressivo (V maggiore di zero).
ESEMPIO:
Nel diagramma di figura (2.2):
* l'istante di arresto è t=0.
* Per valori negativi del tempo il moto è retrogrado.
* Per valori positivi del tempo il moto è progressivo.
* Per valori negativi del tempo il moto è ritardato.
* Per valori positivi del tempo il moto è accelerato.
ESEMPIO:
Nel diagramma di figura (2.3):
gli istanti di arresto sono t=0,
, 2
ect.
Per valutare le altre caratteristiche del moto, tracciamo il diagramma delle
velocità in funzione del tempo (fig. (2.4)).
Per t compreso tra 0 e
/2 il moto è progressivo.
è retrogrado per t compreso tra
/2 e
.
è progressivo per t compreso tra
e 3/2
.
è retrogrado per t compreso tra 3
/2 e 2
.
è ritardato per t compreso tra 0 e
/2.
è accellerato per t compreso tra
/2 e
.
è ritardato per t compreso tra
e 3/2
.
è accelerato per t compreso tra 3/2
e 2
.

Figura 2.4